16 agosto 2026: terzo compleanno di Casa Cora.
Sono già passati tre anni da quando abbiamo iniziato questa grande avventura.
E voglio raccontarvi brevemente cosa è successo durante questo terzo anno, quali saranno i prossimi passi e, soprattutto, qual è il messaggio che Casa Cora ci sta lasciando.
Vedi qui il video con le foto e il racconto:
Il primo grande passo è stato quello che desideravo fin dal primo giorno: abbiamo eliminato tutto il cemento e l’asfalto intorno alla casa.
Per tanti anni questo luogo è stato imprigionato in una vera e propria gabbia di cemento.
Ora, finalmente, la terra è libera e pronta ad accogliere alberi, erba, fiori e nuova vita.
Ma togliere il cemento ha significato anche dover proteggere la casa dalle infiltrazioni d’acqua. Abbiamo scavato circa due metri in profondità lungo tutto il perimetro della casa e impermeabilizzato le fondamenta.
E abbiamo approfittato di questo grande lavoro per proteggere anche energeticamente Casa Cora, mettendo un’icona sacra in ognuno dei quattro punti cardinali, attraverso un rituale sciamanico. Abbiamo costruito la nuova rete idrica e la fognatura.
Abbiamo sistemato la rete elettrica negli altri spazi e preparato tutto per poter accogliere i pannelli solari. Abbiamo ampliato lo spazio dedicato al Portale Sciamanico, che è il cuore spirituale di Casa Cora.
E poi c’è la cucina comunitaria. Questa è stata la nostra prima cucina e qui abbiamo ospitato anche il primo ritiro di Casa Cora.
Allora avevamo un piccolo frigorifero da campeggio e ogni volta che tornavo dalla spesa era una vera partita a Tetris per riuscire a incastrare tutto! E, ovviamente, ogni volta qualcosa rimaneva fuori…
Siamo molto affezionati a questo spazio.
Era una struttura che stava praticamente per cadere e abbiamo rinforzato tutta la struttura di base, rinnovando completamente l’interno.
Ora è una vera cucina, con mobili in legno e un grande frigorifero.
E poi c’è la casetta di legno.
Anche a lei siamo molto affezionati, ma ahimè, anche questa stava per crollare.
Oggi è completamente ristrutturata, praticamente rifatta da zero.
Avrà anche un bagno privato e diventerà la suite di Casa Cora: una casetta spaziosa per due persone, l’unica con bagno e terrazza privati.
Anche nell’orto abbiamo fatto un grande passo avanti.
Abbiamo creato una piattaforma in fondo all’orto per ospitare la grande cisterna che raccoglierà l’acqua piovana e in futuro anche un pollaio e un semenzaio.
E questi sono i prossimi passi:
- Ricostruire le scale di accesso alla casa principale,
- Terminare il collegamento con la fognatura,
- Completare il bagno della casetta e costruire i nuovi bagni nella zona comune.
- Piantare alberi, piante e fiori nei nuovi spazi dei giardini.
- Costruire il bagno dedicato alla camerata.
- Rendere finalmente operativa la grande terrazza di 350 metri quadrati, con la sua splendida vista sul mare e sulle montagne.
- E installare i pannelli solari.
Quando la cucina comunitaria e i bagni saranno pronti, presumibilmente in autunno, Casa Cora sarà pronta ad accogliere con maggiore regolarità ritiri di gruppo e individuali, e anche volontari che vorranno contribuire con il proprio lavoro all’evoluzione di questo progetto.
E questo il messaggio del terzo anno:
Casa Cora è come una figlia che abbiamo adottato.
L’abbiamo trovata abbandonata da più di quindici anni, senza vita, ma con ancora dentro una voglia di vivere.
Ce lo raccontava il vecchio avocado al centro dell’orto.
Lo avevamo trovato tagliato alla radice.Eppure aveva avuto la forza di rinascere.
Lo abbiamo coccolato, pregato, innaffiato, ringraziato.
E dalla scorsa estate ci regala tantissimi avocado, che noi adoriamo e che sono ormai una parte importante dei nostri pasti e di quelli dei nostri ospiti.
Abbiamo ripulito tutto ciò che era stato accumulato e abbandonato.
Perfino la fognatura, rotta e intasata.
Abbiamo tolto la gabbia di cemento e asfalto nero.
Abbiamo bonificato le parti inquinate dai prodotti chimici, perché qui per molti anni c’è stata una fabbrica.

Da tre anni le nostre risorse economiche, il nostro tempo, la nostra energia e la nostra attenzione sono offerte principalmente a lei.
Quando abbiamo messo i grandi pali di ferro che sostengono la struttura, è stato come costruirle lo scheletro. Con le tubature dell’acqua e della fognatura è stato come costruirle le vene e le arterie.
Come una figlia la accudiamo quando ci prendiamo cura della nostra relazione, tra mamma e papà, perché l’Armonia, che è il valore principe di Casa Cora, possa essere vissuta e sentita da chi arriva qui.
Perché l’Armonia non sia soltanto qualcosa di cui parliamo, ma qualcosa che si percepisce, che si respira, che trasuda dai muri della Casa.
Come una figlia la prepariamo perché possa offrire la sua missione di accoglienza, di cura, di benessere e di spiritualità, anche quando noi non saremo fisicamente presenti.
Come una figlia desideriamo che cresca, diventi autonoma e possa continuare a donare ciò per cui è nata.
Come una figlia sarà l’eredità vivente che lasceremo quando noi non ci saremo più.
Un luogo che possa continuare ad accogliere, curare e trasformare le persone.
Grazie, Casa Cora.
E grazie a te che sei già stat@ qui, o che un giorno arriverai.
Perché ogni persona che passa da Casa Cora lascia una parte di sé e, allo stesso tempo, riceve qualcosa da questo luogo.
Ed è proprio questo scambio che fa crescere Casa Cora.
Buon compleanno, Casa Cora.
Love , Miranda


Casa Cora ti accoglie, ti coccola, ti sprona, ti invita ad agire, a restare, a condividere, a cantare, costruire, sorridere …a VIVERE !!
Impossibile non lasciare un pezzo di cuore . Buon compleanno Casa Cora, non vedo l’ora di tornare fra le tue braccia per prenderci cura l’una dell’altra. Grazie Miranda, grazie Eugenio per tutto l’Amore che diffondete.